giovedì 17 luglio 2008

D'Alema, professore dell'inciucio

Contro il Pd di Veltroni si sono scagliate numerose critiche più o meno fondate, che lo accusano di essere troppo accondiscendente nei confronti di Silvio Berlusconi. Ma in verità questo dialogo, questa accondiscendenza, questo laissez-faire di questa pseudo-opposizione, ricordano molto una persona che le dava tutte vinte al Cavaliere. Sembra esserci il suo zampino dietro il finto dialogo (in realtà monologo di Mr B). La persona in questione, fondamentalmente, è l’uomo più influente del partito democratico, essendo il leader della corrente pidina più forte, i Ds. Quest’uomo si chiama Massimo D’Alema.
E’ lo stesso D’Alema che nel biennio 97-98 condivide con Berlusconi la Bicamerale, che dovrebbe riformare la seconda parte della Costituzione, concedendogli una serie di riforme che, guarda caso, rallentano ancora di più i processi giudiziari. Dice il giudice Maddalena riguardo le novità introdotte dalla Bicamerale: “sotto il pretesto di un malinteso "garantismo", infarciscono il processo penale non di garanzie, ma di ostacoli. E sembrano fatte apposta per rendere piú difficile il lavoro dei magistrati e piú facile quello degli imputati. Soprattutto dei colpevoli”.
E’ sempre Massimo D’Alema l’uomo che si aggira per l’Italia dicendo che “Mediaset è un patrimonio culturale del Paese”. D’altro canto, come dargli torto. Come si fa a non considerare Veline, il Tg4 di Fede, il Grande Fratello parti integranti del nostro patrimonio culturale.
E’ ancora Massimo D’Alema, da Presidente del Consiglio, nel Luglio ’99, a non concedere le frequenze nazionali all’emittente televisiva Europa7, vincitrice di una regolare gara pubblica d’appalto, persa invece da Rete4 di proprietà di Silvio Berlusconi, permettendo così all’emittente del Cavaliere di continuare a trasmettere abusivamente.
Nel 2002, il politico che afferma davanti agli studenti di un’Università italiana che “non c’è nessun regime”, all’indomani della cacciata dalla Rai di Enzo Biagi, Michele Santoro e Daniele Luttazzi su ordine del premier Berlusconi ( “L'uso che Biagi, come si chiama quell'altro...? Santoro, ma l'altro... Luttazzi, hanno fatto della televisione pubblica, pagata coi soldi di tutti, è un uso criminoso. E io credo che sia un preciso dovere da parte della nuova dirigenza di non permettere più che questo avvenga”. Silvio Berlusconi, 18 aprile 2002) e che viene sommerso da uno tsunami di fischi è sempre Massimo D’Alema.
E’ anche uno dei principali artefici della nascita del Partito Democratico, che come prima cosa ha il merito o demerito di aver fatto cadere il governo Prodi assieme ai capricci e ai dispetti di Mastella. Quindi è uno dei responsabili istituzionali di un nuovo regalo a Berlusconi, che ora si appresta a governare per cinque anni quasi senza opposizione, eccetto pochi irriducibili, e con una maggioranza pressoché bulgara. Così adesso, con una opposizione stile “D’Alema”, Berlusconi è libero di ricattare la magistratura e il Quirinale con una serie di leggi(come la blocca-processi e quella anti-intercettazioni che sfasceranno il sistema giudiziario) per ottenere il via libera per il Lodo-Alfano che lo renderà immune da qualunque processo per tutta la durata del suo mandato. Quando la magistratura, per poter continuare a lavorare e ad arrestare almeno qualche criminale, avrà ceduto al ricatto, il Cavaliere potrà risolvere con una semplice legge i suoi guai con la giustizia e potrà ritirare come se niente fosse la blocca-processi e la legge anti-intercettazioni. Il Colle, nella persona di Napolitano, ha già fatto sapere che in nome del dialogo (in realtà monologo-ricatto) firmerà l’incostituzionale Lodo-Alfano. Non è che per caso ha ragione Grillo quando dice che Napolitano sembra Morfeo “perché dorme e firma delle cose assurde”?

6 commenti:

theo y marianna ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
theo y marianna ha detto...

Mediaset: patrimonio culturale.
Mi vengono i brividi

A pensarci bene, in un certo senso è vero, perché la gente non smette di guardarla, è diventata una parte fondamentale della società italiana. Mediaset, purtroppo, educa al nulla, perché nulli o quasi sono i suoi contenuti. Ma educa...

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Marco Iannello ha detto...

Esatto, educa le persone a diventare vuote

Miryam ha detto...

Marco, credo che tu hai colto nel segno..... tutto questo potere è stato anche avallato da una parte della sinistra che ,ormai,si die tale solo per un optional......
Ma chi potrebbe veramente farglielo capire?
Mediaset, appunto educa al nulla, il nulla berlusconiano....si ascoltano certi programmi da "vomito"
Dobbiamo reagire, ma come?
Ciao

Marco Iannello ha detto...

Informando la gente. Il resto poi verrà da se

theo y marianna ha detto...

Informando, informando, informando.
Sarebbe più giusto dire confrontando, ma spesso i nostri interlocutori non si rendono conto di non aver argomentazioni solide riguardo ai temi trattati. Perché ormai l'indifferenza fa da padrona.
Se solo riuscissimo a risvegliare la curiosità, saremmo già a metà dell'opera.
Non dipende dall'opposizione, qualsiasi sia, ma dipende da noi.

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