venerdì 24 ottobre 2008

Gli ammazza-coscienze

Si sa, i nemici vanno abbattuti. Non più con le epurazioni, troppo palesi e rischiose, ma con la denigrazione. Al momento, uno dei nemici del Governo e della sua informazione serva è il giornalista Marco Travaglio.
Qualche mese fa, Travaglio disse alla trasmissione dello “zerbino” Fazio, “Che Tempo che fa”, che Renato Schifani, attuale presidente del Senato, era a stretto contatto, nella società di brokeraggio “Sicula Brokers”, con alcuni personaggi successivamente condannati per mafia. Schifani querelò il giornalista e Fazio chiese scusa al pubblico col capo cosparso di cenere. Cose mai viste, se non durante la Rivoluzione culturale cinese. Perché Schifani querelò Travaglio per aver detto cose risapute e già pubblicate in un libro di Lirio Abbate anni fa? Perché può fare affidamento su un sistema di informazione piegato alla volontà politica.
Sono stati versati fiumi di inchiostro sul fatto che Travaglio fosse stato querelato, facendolo passare per un diffamatore. Per rincarare la dose, arrivò anche la querela di Roberto Castelli che accusò Travaglio di avergli dato del “condannato” nel libro “Se li conosci li eviti”. La stampa ovviamente continuò a gettare benzina sul fuoco e l’operazione “ammazza-informazione”(ma soprattutto ammazza-coscienze) culminò con il capolavoro su La Repubblica di Giuseppe D’Avanzo, che scrisse che il “metodo Travaglio” è ambiguo e pericoloso e aggiunse che, seguendo questo metodo, lo stesso Travaglio risulterebbe vicino a esponenti della mafia. Secondo D’Avanzo un certo Aiello, il re delle cliniche private siciliane e condannato a 14 anni per mafia, avrebbe pagato il conto d’albergo a Marco Travaglio e alla sua famiglia. Naturalmente senza portare nessuna prova. Il giornalista dell’Unità querelò D’Avanzo per diffamazione e rese pubbliche le sue ricevute di pagamento e l’assegno con cui saldò il conto d’albergo in questione, chiudendo quel ridicolo teatrino inscenato da D’Avanzo.
Recentemente Travaglio è stato condannato a 8 mesi di reclusione, con pena sospesa, e a 20000 euro di risarcimento a Previti per diffamazione. Miracolosamente i tg hanno riscoperto l’amore per la cronaca giudiziaria e, nonostante non parlino mai delle condanne degli altri giornalisti, dei politici, degli imprenditori e dei banchieri, hanno trattato la vicenda con molta cura, talmente tanta da dimenticarsi (guarda caso) di dire che la condanna nei confronti di Travaglio è soltanto in primo grado e che verrà appellata. E non dicono nemmeno che le condanne ai giornalisti sono semplici incidenti di percorso e che perfino Indro Montanelli ricevette una condanna per diffamazione e non se se vergognò. Il lavoro del giornalista (quello vero, non stile Riotta o Mimun)è quello di raccontare la verità, anche se scomoda, ed è normale che le persone tirate in causa cerchino di infangare tutto trascinando il cronista in tribunale.
Come novità dell’ultima ora, sul Corriere della Sera di oggi compare un articolo nel quale è riportata una nota del Senato che dice che Marco Travaglio nell’intervento di ieri ad “Annozero” è stato “fuorviante” e una del Ministro dell’Attuazione del Programma di Governo, Gianfranco Rotondi, che afferma che “il dottor Travaglio ha detto senza contraddittorio che il sottoscritto, a spese dello Stato, nomina consulenti due condannati del rango degli ex ministri Pomicino e Bernini. Non entro nel merito del giudizio sulle persone che evidentemente stimo al punto di incaricarle di consigliarmi…i due ex ministri prestano servizio gratuitamente”. Ma Travaglio non ha parlato degli stipendi di Pomicino e Bernini, visto che sa che lavorano gratuitamente, ma ha contestato il fatto che due pregiudicati, legati agli anni dello sfascio del bilancio dello Stato e dell’aumento vertiginoso del debito pubblico, vengano assunti come consulenti.
Il Corriere della Sera avrebbe dovuto scrivere anche questo, riportando le parole di Travaglio per fare chiarezza e non limitarsi a trascrivere le esternazioni del politico indignato di turno. Ma si sa, in Italia tutto fa brodo…

7 commenti:

Anticlericale89 ha detto...

Ma cosa ci si può aspettare dai giornali Italiani?i giornalisti purtroppo non sono tutti come Travaglio e il cittadino Italiano medio si ferma ai titoli dei TG senza capire che,se i mezzi di informazione sono di proprietà del capo di governo,di un capo di governo come Berlusconi,l'informazione è pilotata.

Ormai sono tutti così rincojjioniti dalle televisioni che l'unico programma che dice le cose come stanno viene visto come una trasmissione per esaltati e complottisti.

Grande Marco Travaglio

Marco Iannello ha detto...

Parole sante

Blogger ha detto...

Io sono uno da Corriere.
Vomito da qualche mese ogni volta che lo apro.

Blogger
ITALY ITALIA

Pino Amoruso ha detto...

...a me mi sa che in Italia gran parte dei giornalisti sono "servi" del padrone!!!

Uhurunausalama ha detto...

Che ammasso di pecoroni:scelgono un bersaglio,Travaglio in questo caso,e cercano di screditarlo:solo da noi avviene questa affiliazione tra info e politica.

Marco Iannello ha detto...

Solo da noi e nelle dittature

ciclofrenia ha detto...

"Qualcuno era Comunista perché lo Stato, da noi, neanche l'Uganda".